Cancún, il museo e La Isla
03 feb 2023
Di Romeu MaiaStamattina, dopo la lezione di yoga, ho preso un altro autobus locale e, nonostante le pessime condizioni generali degli autobus, finora mi hanno portato tutti a destinazione. Certo, l'aiuto divino dà una mano e questo autista non ha scherzato: aveva messo un crocifisso sul parabrezza e persino una rana. Questo aveva perfino le casse a tutto volume con le hit latine durante il viaggio.
Arrivato a destinazione, sono andato a vedere il piccolo Museo Maya e sito archeologico di San Miguelito, dove ho visto alcuni manufatti usati dai maya, come le sculture a forma di smorfie che erano semplicemente porta-incenso per i rituali agli dei, e una mini piramide circondata da iguane.
Visto che ero vicino e il caldo si faceva sentire, sono andato a «La Isla», una specie di centro commerciale a cielo aperto con varie attrazioni, come la ruota panoramica, l'acquario, i casinò, il cinema. C'era anche una marina con vista sulla laguna Nichupté, dove non conviene fare il bagno perché è la casa di qualche coccodrillo. Ma è il posto perfetto per vedere il tramonto.
Nel pomeriggio è stata l'ora della spiaggia e del primo tuffo a Playa Marilyn, e che pomeriggio. Ero in acqua a godermi le onde, che erano piuttosto agitate, quando un ragazzo e una donna che fino a poco prima erano accanto a me si sono allontanati e hanno cominciato a chiedere aiuto: erano andati troppo avanti e il mare non li lasciava tornare. Sono stato tra i primi a vederli e ho cominciato a gesticolare, a venire verso la sabbia e a chiamare il bagnino perché venisse ad aiutare. Tutta la spiaggia è rimasta ferma a guardare la scena... Persino il bagnino... Che ci mettono un sacco a reagire. Così ho dovuto lanciarmi di nuovo in acqua e sono riuscito a raggiungere la donna, che nel frattempo era riuscita a nuotare un po' verso la spiaggia e mi ha detto che stava bene, e sono tornato con lei sulla sabbia.
Nel frattempo sono arrivati 2 bagnini che ci hanno superati e sono andati a prendere il ragazzo che era più lontano, e hanno dovuto fare un giro più largo per riuscire a uscire dall'acqua, perché da quella zona non ce la facevano. Per fortuna è andato tutto bene e sono arrivati tutti sani e salvi a riva, e c'è stato pure un applauso. Il bagnino, dopo essere tornato alla torretta di guardia e aver fatto il rapporto sull'accaduto, è andato a farsi pagare il servizio e ha girato per la spiaggia a chiedere qualche spicciolo con la tazza del caffè, e qualche moneta l'ha raccimolata tra i bagnanti che erano lì. Si è solo dimenticato di darmi la mia parte.
Io ero già spaparanzato sull'asciugamano ad abbronzarmi e a recuperare le energie e alla fine mi sono appisolato. Quando ho aperto gli occhi, il cielo era pieno di nuvoloni scurissimi, ma la gente restava in spiaggia come se niente fosse. Ho capito subito che stava per arrivare un bel acquazzone, ho raccolto la borsa e me la sono filata a prendere l'autobus.
Sembro uno stregone: salgo sull'autobus e in meno di 1 minuto cade una bella pioggia tropicale, di quelle forti, che è durata quasi tutto il viaggio in autobus e ha colto quasi tutti impreparati. Alle fermate successive era tutto un salire di pulcini bagnati sull'autobus, e io asciuttino. Quando sono arrivato a destinazione, la pioggia si era già fermata e io pensavo che la giornata stesse andando bene e che fossi fortunato, come quasi sempre succede.
Beh, è durata solo fino a quando sono arrivato all'hostel, ho guardato il polso e ho visto che mi mancava il braccialetto con la chiave magnetica della mia camera. Devo averlo perso in acqua durante la missione di salvataggio. Ho dovuto chiederne un altro alla reception e pagare 100 pesos (5 €).
La cena del 2º giorno è stata alla Feria del «Tamal» (che a orecchio suona come «sta male»), una festa locale anche per chi «sta bene». Lì ho mangiato dei tacos pastor e, come dolce, una marquesita Turbio, un croccante ripieno di cioccolato, formaggio Philadelphia, fragole e noci, fatto al momento.
Non ho osato con l'altro dolce, che andava per la maggiore: una pannocchia, senza il mais, bagnata nella maionese e rotolata in pezzetti di formaggio bola. Anche se mi piace provare le cose, non volevo rovinarmi la serata con questo spuntino locale e dovermi mettere a correre in cerca di un bagno nel bel mezzo di una festa di strada. Un'altra curiosità della festa era una bancarella che vendeva salvadanai di gesso bianco che la gente del posto comprava e poi si sedeva a dipingere, e lo «one man show», che faceva musica per i presenti alla festa.