Porto – Vila do Conde (35 km)
15 mag 2023
Di Romeu MaiaSono partito da casa con il piano del viaggio ben definito e già alla prima tappa è andato tutto al contrario del previsto.
La partenza dalla Cattedrale di Porto è avvenuta come previsto, alle 7, il che lasciava presagire una prima tappa tranquilla per me e per João.
Fin da subito si è formato un gruppo di pellegrini che si trovavano nella Cattedrale e abbiamo iniziato la camminata insieme fino alla prima sosta a Matosinhos, dove alcuni si sono fermati per la colazione.
Poi abbiamo attraversato il ponte fino a Leça da Palmeira, dove ho ricevuto il mio primo timbro e ho compiuto il primo dei tre rituali di questa giornata: i 3 giri attorno alla cappella di Boa Nova con un sasso in mano, che poi veniva lasciato lì a rappresentare un peccato. Oggi ho già lasciato 3 peccati lungo il cammino.
Ma ne ho già collezionati altri con le tentazioni che sono comparse lungo la strada.
Lungo il cammino mi sono fermato ancora a mettere i piedi a mollo nell'acqua del mare, e che bello che è stato.
Erano già le 13 e mancavano 3 km per arrivare all'ostello di Vila Chã, dove avevo previsto di passare la prima notte, quando ho deciso di fermarmi a pranzo.
Contavo sul piatto del giorno, ma a quell'ora era già finito, così ho dovuto ripiegare su una seconda scelta, spaghetti alla carbonara, che ho mangiato piano piano, in una sosta di 2 ore in cui mi ha preso un torpore totale.
Risultato... Quando sono arrivato all'ostello di Vila Chã era pieno, il che mi ha costretto a fare altri 8 km fino a Vila do Conde.
In quell'ostello è rimasta Mariola, svedese, che avevo conosciuto lungo il cammino e che non si era fermata a pranzo, e a cui avevo regalato una credenziale del pellegrino che avevo in più perché non ce l'aveva ancora.
La camminata si è svolta lungo la costa sulle passerelle di legno. In certi tratti la passerella era sparita, portata via dal mare, in altri era nascosta sotto la sabbia delle dune e in altri ancora dovevamo camminare con attenzione per evitare buchi e assi staccate.
Come se non bastasse, il vento soffiava forte e sollevava la sabbia nell'aria, sembrava quasi di essere perso in una tempesta di sabbia nel deserto.
Finalmente sono arrivato a Vila do Conde e, dopo aver tentato ancora la fortuna all'ostello della gioventù, che era pieno, sono andato all'ostello dei pellegrini, che era pieno anche lui.
Era rimasta libera solo la “penthouse” all'ultimo piano, con pareti a vetri, vista a 360° e terrazzo... Bello, no? Ma non è andata così.
Le signore della reception mi hanno trovato un materasso che ho trascinato su per le scale e sono andato a sistemarmi sul pavimento del refettorio.
Dopo la doccia sono andato a cena con João e il mio amico Acácio, venuto a farci visita: la “Badalhoca”, un panino con alheira e uovo, e una samosa extra piccante che sembrava sputare fiamme e che solo il vino Espadal è riuscito a domare, impedendo la propagazione del fuoco.
Ma per essere sicuro che il fuoco fosse ben spento, sono andato al “Bar Encanas” a bere una birra da un litro per dormire più tranquillo.
Ora sono pronto per andare a riposare, perché domani devo alzarmi presto per arrivare presto all'ostello e non fare la stessa fine di oggi. La lezione l'ho imparata 😁
Per fortuna la sveglia naturale mi farà alzare presto: nella penthouse non ho tapparelle e la luce del giorno mi tirerà giù dal letto.
Volevo lasciare a casa il sacco a pelo, pensando che non mi sarebbe servito, e invece è servito già la prima notte.
Quanto ai piedi, oggi sono stati un po' massacrati dalla camminata di 35 km, ma sono ancora attaccati alle gambe, vediamo domani.
Così è iniziata la mia avventura, con un primo giorno decisamente col botto.