La tappa di oggi, di 21 km, è iniziata alle 7 del mattino a Esposende, in direzione di Viana do Castelo.

Oggi non si poteva camminare lungo la costa perché in molti punti non si passava. Così ho preso la strada dell'entroterra e ho avvisato Natalie, che avevo conosciuto il giorno prima, di non andare lungo la costa, che non si poteva, ma lei ha voluto andarci... Risultato: dopo mezz'ora di cammino da sola ha dovuto tornare indietro e ha perso un'ora di viaggio. Ma nel pomeriggio l'ho ritrovata.

Lungo il cammino ho continuato con la tradizione di fare 3 giri attorno a tutte le chiese e cappelle che incontravo. Facevo i 3 giri con un sasso in mano che rappresenta un peccato e che poi lasciavo accanto a una porta o a una finestra della chiesa.

Il primo giorno ero passato davanti a 3 chiese e il secondo davanti a nessuna. Ma oggi sono tornate in forze e lungo la strada sono passato davanti a 5 chiese e 3 cappelle dove ho compiuto il rito.

Proprio davanti all'ottava chiesa, la mia conchiglia, che era legata allo zaino, è caduta. Ho sentito che era un segno, ma solo più tardi ho capito che il segno era che le chiese lungo il cammino per oggi erano finite: quella chiesa era stata l'ultima della giornata dove ho compiuto il rito.

Dopo un po' in mezzo alla montagna mi sono imbattuto in una terrazza improvvisata con bibite, caffè, birra, frutta, dolci.

C'erano il timbro per la credenziale e la cassetta delle offerte per aiutare a mantenere il centro di sostegno, dove lasciare un'offerta in base a quello che si prendeva.

Stavo prendendo un succo e mettendo 1 € nella cassetta delle offerte quando è comparso il Sig. Abílio Magalhães, proprietario del posto, e mi sono ritrovato mezz'ora ad ascoltare le storie di quel luogo.

C'erano stati pellegrini che riempivano lo zaino con tutto quello che potevano senza lasciare niente, altri che si erano bevuti l'intera cassa di birra e perfino un falso pellegrino che era abitante di un paese vicino e che passava di lì a riempirsi lo zaino facendo finta di fare il cammino e che, una volta scoperto, aveva dovuto scappare per non prendersi il manico della zappa sulla schiena.

Sono arrivato all'ostello di Viana do Castelo alle 13 e l'ostello apriva alle 13:30. Per il secondo giorno consecutivo sono stato il primo a entrare nell'ostello; dopo quello che è successo il primo giorno, non mi faccio più fregare.

Mentre aspettavo che l'ostello aprisse sono andato a mangiare 2 jesuítas buonissimi proprio accanto all'ostello.

Dopo il check-in, la doccia e un breve riposo, siamo andati in un gruppo di 6 (io, João, Cláudia, Natalie, Anastasia e Sule) fino in cima al monte di Santa Luzia e al Santuario del Sacro Cuore di Gesù. Come se non avessimo già abbastanza km nelle gambe, abbiamo salito a piedi tutte le scalinate fino lassù.

Poi siamo andati in una terrazza vicino al fiume e subito dopo in un supermercato a comprare qualcosa per la colazione del giorno dopo, prima di tornare all'ostello, da cui sono ripartito per andare gli stessi 6 a cena al ristorante Kamy, dove ho diviso con Natalie un riso ai frutti di mare che era una delizia.

Così è passato un altro giorno. Domani vado a Caminha o forse attraverso già in Spagna.

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